mer

01

giu

2011

L'urlo di mamma Federica.

(immagine tratta da Google)
(immagine tratta da Google)

L'URLO DI MAMMA FEDERICA

E L'INAUGURAZIONE DE

LA FINESTRA SUL MONDO

 

 

 

Oggi presso lo Studio EmPathos una giovane mamma racconta e si racconta attraverso l'esperienza di una lettura con il suo bambino. Federica, del blog Mammamogliedonna, ci racconta come lei e Filippo, il suo splendido bambino, hanno affrontato questo libro. Parole di un racconto a due, di un sentire reciproco, un reciproco scoprirsi e comprendersi: la mamma che capisce le reazioni che può avere il suo bambino, il bambino che capisce come la mamma interiorizza questa scoperta. Una mamma pronta ad affrontare gli errori e a rimediare, una mamma capace di quella preoccupazione materna primaria, una meravigliosa mamma.

 

Il libro che ci propone è: Urlo di mamma, di Jutta Bauer.

In sintesi (tratto dal retro copertina):

Siamo nel mondo dei pinguini: la mamma si arrabbia improvvisamente e sgrida il bambino pinguino che si spaventa. Lo spavento è talmente grande che il corpo del piccolo pinguino si disfa: la testa vola nell'universo, il corpo si tuffa nel mare, le ali vanno a finire nella giungla e corrono finché arrivano nel deserto. Il viaggio termina quando la mamma riesce a raccogliere tutti i pezzi del figlio e cucirli insieme.

 

La finestra sul mondo di Federica, mamma moglie e donna:

 

Urlo di mamma

 

Con Filippo ho iniziato un percorso alla scoperta delle emozioni, nella speranza di diventare per lui un allenatore emotivo1, un genitore che sappia guidarlo alla scoperta delle emozioni e insegnargli a gestire le emozioni negative.

Nel contempo sto facendo un lavoro su me stessa, per imparare io per prima ad acquisire consapevolezza delle mie emozioni negative per imparare ad esprimerle in modo chiaro e senza ledere l’integrità del mio bambino e del mio rapporto con lui. Questo libro è per mio figlio, ma anche per me.

 

Quando perdo la pazienza a volte grido.

 

Questo libro mi ha colpito molto perché con semplici disegni e semplici parole descrive qualcosa di molto complesso come i sentimenti suscitati dall’urlo di una mamma nel cuore di un piccino e in quello della mamma stessa.

La mamma urla così forte, che il piccolo pinguino va in mille pezzi che si spargono in giro per il mondo senza che lui abbia la capacità di rimetterli insieme.

Trovo che questa immagine sia una metafora splendida del senso di smarrimento emotivo, dell’incertezza sentimentale che colpisce il bambino.

Io la leggo negli occhi di Filippo quando grido, leggo il suo spavento, percepisco le domande che non riesce a formulare a parole “mamma, non mi ami più?” “ho fatto qualcosa di così grave che ora tu mi abbandonerai?”.

I bambini non sanno che li amiamo di un amore incondizionato, che anche se ci arrabbiamo, non smettiamo di amarli, né ci sogniamo di abbandonarli.

 

Quando perdo la pazienza a volte grido.

Quando perdo la pazienza penso spesso al sottotitolo del libro “Genitori con il cuore” di Jan Hunt: I bambini si comportano come vengono trattati. Ci penso perché io ci credo. Ci penso e capisco subito di dover rimediare. E allora come mamma pinguino cerco i pezzi e li ricucio e chiedo scusa.

Leggere questo libro è stato come guardarsi dentro, come vedersi riflessi in uno specchio, per me, ma anche per Filippo: ci siamo riconosciuti nei protagonisti, gli occhietti smarriti del pinguino, sono gli occhietti smarriti di Filippo.

 

Quando perdo la pazienza a volte grido, ma subito dopo mi sento pessima, mi specchio negli occhi terrorizzati di mio figlio e sento di aver fatto male all’esserino che amo più della mia stessa vita e che quell’urlo lo ha ferito, spaventato, smarrito, che quell’urlo è stato solo lo sfogo di una tensione di cui lui forse non era neanche responsabile. E allora cerco di rimettere insieme i pezzi e ricucirli: lo abbraccio, gli chiedo scusa per aver urlato e dentro di me prego di avere la forze di non farlo più perché credo a Carlos Gonzales quando scrive2:

 

Numerosi ricercato hanno provato che i bambini minori di tre anni solitamente mostrano empatia, cioè preoccupazione per la sofferenza altrui.

Quando un compagno piange accade frequentemente che cerchino di consolarlo …

I bambini cresciuti con affetto e rispetto sono affettuosi e rispettosi …

Questa è una loro tendenza naturale, infatti nell‘essere umano la cooperazione con altri membri del gruppo è naturale tanto quanto camminare o parlare.

I bambini diventano aggressivi se gli adulti, in qualche modo,

li hanno indotti a deviare dalla loro naturale inclinazione.

I bambini “educati” a suon di grida, gridano.

I bambini “educati”a furia di schiaffi, picchiano”.

 

Intelligenza emotiva per un figlio, Jonh Gottman 

2

Besame Mucho, Carlos Gonzales

 

 

Ringrazio di cuore Federica per averci permesso di entrare nel vivo delle sue emozioni, per averci raccontato la sua esperienza e quella di Filippo, accogliendoci come a casa loro, invitandoci nel suo salotto a leggere un libro, di grande valore per mamme e bambini. Tutti insieme.

 

E voi volete dire la vostra? La lettura di questo articolo vi ha suscitato dubbi, vi ha portato a riflessioni che volete condividere?

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Vi aspettiamo!

 

 

dott.ssa Maria Concetta Carruba

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