Nonni e regole da condividere.

Nonni, regole e condivisione: come impostare una relazione positiva.

 

 

 

Lo sai che più s'invecchia più affiorano ricordi lontanissimi come se fosse ieri, mi vedo a volte in braccio a mia madre e sento ancora i teneri commenti di mio padre. I pranzi le domeniche dai nonni, le voglie e le esplosioni irrazionali, i primi passi, gioie e dispiaceri.
Che cosa resterà di noi, del transito terrestre, di tutte le impressioni, che abbiamo in questa vita...

Battiato Franco

 

 

La riflessione di oggi prende spunto da una consulenza svolta non molto tempo fa. Consulenza che porta con se una sorta di file rouge che non mi suona nuovo, e che, forse, anche molti dei lettori troveranno ricorrente.

La frase con cui si apre la riflessione, di Battiato, è volutamente scelta per mettere in evidenza come i nonni svolgano nella vita di ciascun nipote una funzione molto importante, tanto da essere abitanti costanti dei loro ricordi, anche quando diverranno adulti. E’ opportuno dunque che i nonni siano capaci di trasferire i giusti insegnamenti data la loro influenza. E’ chiaro che nessuno vuole certo negare che i nonni siano anche coloro i quali hanno il “compito” di viziare (ma non eccessivamente) i nipoti e di rispondere alle loro esigenze laddove non possano essere soddisfatte dai genitori. Sottolineo però il “non possano” che è ben diverso del “non vogliano”. Oggi più che mai i nonni sono diventati figure centrali nella crescita dei bambini: sia il papà che la mamma lavorano, nella stragrande maggioranza dei casi, e ciò li porta a trascorrere parte della loro giornata fuori.

Il problema nasce quando, con l’arrivo di un bambino, i ritmi lavorativi interferiscono con la gestione della famiglia.

I primi “attori” che possono entrare in gioco a questo punto potrebbero essere proprio i nonni. Le dinamiche che si innestano sono di gran lunga differenti rispetto a quelle che si avvierebbero qualora a prendersi cura del bambino fosse una persona esterna alla famiglia.

Il tutto ha i suoi pro, e i relativi contro. Una delle problematiche comunemente emergenti è quella relativa alla confusione-intrusione dei ruoli.

Spesso scatta nei nonni quel senso di “possesso” come se potessero, attraverso il prendersi cura del nipote, avere una seconda possibilità come genitori, un modo per recuperare tutto quello che non avevano potuto fare coi loro figli.

A questo si accompagna il terrore che i figli  non siano ancora in grado di fare i genitori, così interferendo nelle scelte educative della coppia pensano di poter sopperire ad eventuali loro errori.

Dal canto loro i neogenitori spesso “approfittano” della presenza dei nonni oltre lo stretto necessario e finiscono per trovare sollievo in questa silente delega.

Sembrerà paradossale eppure, a volte, risulta molto più semplice affrontare un problema con estranei che non quello con i propri genitori.

Talvolta per paura di ferirli, talvolta per timore di essere fraintesi e perdere il loro appoggio, per non sentirsi dire “dopo tutto quello che ho fatto per voi!”. La coppia di cui parlo all’inizio di questa riflessione e che ha dato piede alla stessa ha un problema di questo tipo, complicato oltre dalla presenza di due nonne, materna e paterna, in conflitto fra di loro. Ma osserviamo la situazione più da vicino.

Chiameremo Marco e Giulia i neogenitori e Gaia la piccola per rispetto della privacy.

Sia Marco che Giulia lavorano tutto il giorno e così la piccola Gaia viene affidata, a giorni alterni, ora alla nonna materna ora a quella paterna.

Le due nonne hanno come comportamento comune quello di non aver compreso la differenza dei ruoli e di insinuarsi spesso nelle dinamiche educative della giovane coppia che, inevitabilmente vive un profondo senso si smarrimento e un grande senso di colpa non certo positivo.

Gli stili educativi che la piccola Gaia riceve sono tre e differenti fra di loro, talvolta addirittura in contrapposizione.

Tutto questo non può non danneggiare anche la coppia: Marco e Giulia si ritrovano spesso a litigare per questa situazione.

Marco difende la madre dicendo che non lo fa certo con intenzione di arrecare danno e attacca la moglie ritenendola eccessivamente esagerata.

Giulia attacca la suocera ritenendosi offesa del suo intromettersi anche quando viene detto di no a Gaia correndo ai ripari con un “vieni qui tesoro che te lo da la nonna”, si sente attaccata dalla madre che si sostituisce a lei tutte le volte che può impedendole scelte personali e di coppia, è (forse oltremodo) innervosita dal comportamento di Marco che “lascia correre”.

Dopo tutta una serie di diverbi nati Giulia sente l’esigenza di “fare dei sacrifici” e mandare la bimba in asilo nido almeno part time per ridurre l’influenza delle due donne, Marco si rifiuta ritenendola una scelta che non tiene conto delle loro esigenze di budget.

A questo punto che fare?

Quello che è importante è sicuramente chiarire già dall’inizio quali sono, come coppia e come genitori, le regole e l’educazione che volete assolutamente che la vostra bambina riceva.

Partire dalla coesione della coppia è indispensabile per poter superare l’evento critico e per affrontare le due nonne in modo pacato ma chiaro.

Marco e Giulia dovrebbero, insieme, comunicare alle loro rispettive madri quali sono i loro dubbi e le preoccupazioni e i motivi che, eventualmente, li spingerebbero a trovare misure alternative da affiancare al loro prendersi cura di Gaia.

Non sempre è facile ma se affrontato come coppia, il tutto sarà più semplice per tutti.

Marco dovrebbe sostenere e comprendere la moglie e limitare il suo atteggiamento passivo che non supporta la moglie e la loro gestione familiare per nulla. Giulia dovrebbe cercare di non esagerare con le sue liti con Marco spiegando e non attaccando.

Le due nonne, che pure si fanno i dispetti l’un l’altra tramite la piccola Gaia, dovrebbero capire la funzione del loro ruolo e soprattutto che la bambina viene solo disorientata dal loro comportamento.

I due giovani genitori devono imparare a chiedere solo quando strettamente necessario e non per delegare. Altrimenti è inevitabile che non si possa più gestire in modo chiaro la relazione e l’intervento dei nonni. Non è neppure giusto paragonarli a delle “toppe” da mettere per correre ai ripari quando ci serve, da accantonare quando non ci servono.

La soluzione di misure alternative la trovo positiva: aiuterebbe la coppia a ritrovare armonia, aiuterebbe le due nonne a comprendere i loro errori e a limitare la loro intrusione nella vita della nuova famiglia che è nata. Gioverebbe soprattutto a Gaia che non dovrà sentirsi più l’oggetto del desiderio di tutti, contesa ai limiti del sensato (da parte delle due nonne). Forse il budget familiare ne risulterebbe l’unico intaccato in negativo.

Vero è che nulla vieta che questa nuova organizzazione porterà tutti loro a riflettere e chissà che magari non si possa col tempo ritornare ai vecchi ritmi purché siano più “ordinati, educati, equilibrati”.Solo così insieme potrete trovare la sintesi perfetta per una perfetta armonia.

 

Ho scelto di rendere il tema di approfondimento pubblico perché ritengo siano consigli che possano essere utili a molti, per riflettere e per reimpostare i rapporti e le relazioni alla luce dell’obiettivo fondamentale da cui tutti gli attori interessati devono partire: il benessere del bambino!

                   

 

                          Dott.ssa Maria Concetta Carruba

Scrivi commento

Commenti: 0

Iscriviti alla newsletter dello

Studio EmPathos

e riceverai gli aggiornamenti sulla tua casella di posta

(nel corpo del messaggio scrivi: "ISCRIZIONE")

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

VIENI A TROVARCI SUL NUOVO SITO:

WWW.STUDIOEMPATHOS.COM 

TI ASPETTIAMO NELLA NUOVA VESTE MA CON LA STESSA VISION!