Come spiegare la morte ai bambini.

(immagine tratta da Google)
(immagine tratta da Google)

 

26.10.2011                

L’articolo del mercoledì                                                    

dott.ssa  Maria Concetta Carruba

 

 

 

Se durassimo in eterno tutto cambierebbe.

Siccome siamo mortali, molto rimane come prima.

(Brecht) 

 

 

 

Fra poco ci sarà un ponte a scuola per la festa di tutti i Santi e per la Commemorazione dei defunti (Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum). Spesso quando si tratta di “vacanze” il bambino non sente la forte esigenza di chiedere come mai, perché.

Può capitare  però che un bambino particolarmente curioso possa chiedere spiegazioni rispetto alla giornata dedicata alla commemorazione dei defunti. La nostra cultura cristiana, caratterizza questa giornata con la visita ai cimiteri per portare un fiore alle persone care. I bambini, soprattutto se sono piccoli, non hanno ben chiaro il concetto di morte, e se sono piccolissimi lo disconoscono del tutto.

Noi genitori, generalmente, siamo un po’ terrorizzati nell’affrontare questo argomento con i nostri figli: temiamo di non essere in grado d dare tutte le risposte, temiamo che l’argomento possa eccessivamente turbarli. Così, inconsapevolmente, rendiamo l’argomento come celato da un velo di mistero.

Spesso di questo abbiamo modo di accorgerci quando i bambini pongono in merito delle domande che ci rendono chiaro come il concetto di morte sia per loro confuso, offuscato … reso quasi un surreale mistero.

“Ho messo in bocca le mani sporche…se è velenoso posso morire?”

“Ma se la nonna del mio amico si è addormentata e lui non la vede più, allora possiamo non dormire?Io ho paura a dormire!”.

Mille sono i dubbi che frullano nella mente di un bambino e, data la loro grande creatività e fantasia, per evitare di creare in loro delle “credenze” sbagliate (forse a volte addirittura assurde) è opportuno affrontare il tema.

Non ci sono parole giuste, non ci sono metodi particolari, non necessariamente dobbiamo dare risposte a domande cui non sappiamo rispondere. Ma, insieme possiamo provare a rifletterci sopra, insieme possiamo cercare di capire qualcosa di più della morte. Un questo modo eviteremo paure inutili, credenze spaventosamente errate, l’angoscia derivante dalla non conoscenza.

A volte noi genitori siamo portati a credere che il nostro compito sia quello di preservare i nostri figli, di tutelarli quasi come a dover loro costruire una realtà parallela e ovattata.

Niente di più sbagliato! Domani, quando cominceranno a muovere i loro passi nella società, nel mondo, fra altre persone non emotivamente coinvolte con loro, si ritroveranno a “sbattere il muso” contro un muro troppo duro da buttare giù.

Dunque siate onesti e chiari con i vostri figli: questo è il vero aiuto che potete dar loro!

Il tema “morte” fa paura anche a noi, e siamo adulti, figuriamoci come esso si sviluppa nella mente di un bambino. E’ opportuno allora che siate voi ad aiutarli a capirci qualcosa, prima che si facciano delle idee sbagliate in merito.

Non si pretende certo che così, di punto in bianco intavoliate il discorso.

Accadrà che prima o poi sarete interrogati in merito, che i vostri figli vi pongano delle domande. Ed è allora che dovrete affrontare l’argomento. Ricordatevi di adeguare il discorso in base all’età del vostro bambino.

Fino ai tre anni sarà difficile che vi ponga domande simili, e in ogni caso sarebbe un po’ troppo presto per parlarne.

Dai tre anni in su aspettatevi che possa farvi una domanda di questo tipo e preparatevi a parlarne. Fino a circa 6 anni il concetto di morte sarà dal bambino associato alla tristezza, al dolore. Dai 6 anni ai nove cominceranno le loro fantasie mostruose in merito e sarà solo intorno ai 10 anni che comprenderanno che la morte fa parte del ciclo della vita.

Cercate di essere chiari e concreti. Portare degli esempi può essere utile. Cercate solo di individuare gli esempi giusti.

Affermare che la morte è come un lungo sonno potrebbe portare delle paure in merito al sonno, dire che la morte è un lungo viaggio potrebbe alimentare le paure rispetto ai momenti di separazione e creare terrore in quei momenti in cui il bambino non ha con se tutte le persone a cui tiene. Immaginiamo, ad esempio, il momento in cui i genitori escono di casa per andare a lavoro. Se la morte è un viaggio, è allontanarsi dalle persone che si amano … allora perché stare lontani?Perchè allontanarsi per andare a lavorare?

Potrete partire spiegando il ciclo della vita: l’uomo nasce, cresce … muore.

Questo servirà al bambino per cogliere l’aspetto comune a tutti, e a dare un certa “sequenza” al tutto.

Più difficile sarà spiegare le morti premature, gli incidenti. Ma affrontare il tema non significa avere delle risposte a tutte le domande. Condividere i dubbi che sia hanno può essere un buon modo per “confidarsi”, affermare che non si conosce qualcosa, che non ci si riesce a spiegarsela … non è fallire. E’ ammettere i propri limiti. Anche questo è un insegnamento.

Perdere una persona cara è poi una esperienza diretta con la morte.

Se il bambino perde una persona casa deve capire cosa è successo, cosa cambierà.

Accogliete la sua sofferenza, vivete la vostra insieme alla loro, offrite il vostro appoggio e la vostra comprensione.

Conforto: questo è quanto dovete essere capaci di offrire.

Questo è tutto ciò d cui il bambino ha bisogno.

 

Una riflessione simile è stata fatta anche su GioCoLanDia e si farà su BRAVIBIMBI.IT

 

 

Maria Concetta Carruba

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