Pedagogia del desiderio.

(immagine tratta da Google)
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09.11.2011    

L’articolo del mercoledì                                                    

dott.ssa  Maria Concetta Carruba

PEDAGOGIA DEL DESIDERIO.

QUANDO LA RICERCA DI SENSO VA OLTRE IL BISOGNO.

 

Ogni attività umana è indotta dal desiderio.

(Bertrand Russell)

 

Non dovrebbe esistere che un unico bisogno assoluto:

l'amore, la vita in comune con le persone amate.

(Novalis)

 

 

 

 

L'uomo va concepito secondo una prospettiva dinamica che privilegia il suo agire. L'uomo dell'agere e della sua ricerca di senso. A spingere l'uomo nelle sue azioni non è il bisogno, ma il desiderio. Distinguere bisogni e desideri diventa indispensabile nell'ottica di una differenziazione fra uomo e animale.

L'animale agisce per raggiungere un bisogno, è lo stato di carenza che lo spinge all'azione.

Non sposando la tesi di un continuum fra animale e uomo, appare indispensabile comprendere cosa invece spinge l'uomo all'azione e lo contraddistingue nella sua specificità.

L'etimologia stessa dei due termini ci mostra chiaramente come la spinta motivazionale che sottende ad essi è di natura nettamente differente.

Bisogno, dal latino necessitas- atis, appetitus-us, spiega chiaramente che risulta come logica conseguenza di una mancanza. Anche l'uomo ha i suoi bisogni ma non agisce (o almeno non dovrebbe) per bisogno.

Desiderio, dal latino cupiditas-atis, ha insito la ricerca di senso, l'amore come leva di tutte le cose, tanto che Cupido si chiama il furbetto alato che con i suoi dardi fa innamorare mortali e immortali.

Non a caso nella mitologia greca Cupido non è Eros, ma Imeros proprio a sottolineare la differenza fra amore inteso come agapè e amore inteso come eros. Quell'agapè che è alla base di ogni agire educativo, come capacità intellettuale e intellettiva. L'amore non può che essere frutto di un animo educato ed incline ad esso. Nel desiderio è insita la ricerca di senso, la tendenza morale verso una aspirazione, il raggiungimento di un Bene che non è materiale.

Il desiderio come DE-SIDERA, parliamo di stelle, di speranza, di tutto ciò che muove ogni azione umana e che mira ad una estensione etica e morale. Il termine della ricerca umana nell'agire è la felicità, il ben-essere. La realizzazione del desiderio di felicità è naturale tendenza al vero, al bello, alla verità. Nella felicità il desiderio si "oggettivizza", si concretizza.

"Che ogni uomo cerchi la felicità, in altre parole, significa che aspira al vero, al bello, al bene, che vuole incontrare nella sua vita, fare esperienza di verità, bellezza, bontà"1.

Il De-siderio, per dirlo con la divin commedia, come amore che move il sole e le altre stelle2...

Desiderare diventa proiezione verso il futuro, ed è qui che desiderare assume la sua ragione di senso. La nostra società sta vivendo una vera crisi del desiderio come testimonia il rapporto CENSIS: «Tornare a desiderare è la virtù civile necessaria per riattivare una società troppo appagata ed appiattita» (p. XXII). E' crisi del desiderio, della tensione progettuale, della libertà e decisione di scegliere e agire. In questa "emergenza educativa" che ci porta a riflettere sul tipo di educazione che si dovrebbe proporre ai nostri giorni, sembra, quasi paradossalmente visto il netto salto nel passato, potersi proporre come attuale la pedagogia di Layola con il suo desierio insito di trovare un camino pedagogico adatto alla persona e alle circostanze, del contesto in cui è inserito.

«Non è il molto sapere che sazia e soddisfa l'anima ma il sentire e gustare le cose interiormente»3.

Occorre fare leva sul desiderio personale di apprendere, di risvegliare la sete di sapere. Tutto questo non può essere operabile se non partendo da contesto. L'esperienza personale è di grande importanza nel processo d apprendimento, perchè permette di essere parte del mondo circostante. L'uomo deve essere prima di tutto un uomo dell'affettività. Solo un animo ben educato è capace di cogliere e saziarsi di sapere, di amare ed entrare in syn-pateia ed empatia con le persone, le cose, la conoscenza. Non c'è azione senza motivazione, non può esserci apprendimento senza desiderio.

Occorre una pedagogia del leggere-dentro, dell'interiorizzazione e personalizzazione.

Una pedagogia che non vuole inculcare e imporre una verità, ma vuole stimolarne in ciascuno la sete di ricerca, fornire strumenti e chiavi di lettura ma lasciare spazio all'inventiva. Uno spazio per l'approfondimento affettivo.

In questa nostra società della fretta, del tecnologico, dello "scientifizzare" a tutti costi, quasi tutto il resto non abbia un senso e un con-senso, ripristinare l'intelligenza affettiva diventa un dovere morale perchè l'uomo ricordi di essere tale e non automa.

Nell'ottica di un percorso4 che va dal sentire al pensare, dal pensare al decidere poggiando e appoggiando sul sostegno della propria affettività. Nell'età della techne l'amore ha cambiato forma5, ma rimane l'unico spazio in cui l'individuo può riscoprire e presentare agli altri il vero se.

Amore e desiderio come principi dell'agire umano.

Quando l'amore diventa la sola risposta possibile per evitare il pericolo dell'anonimato sociale6.

 

Maria Concetta Carruba

 

1F. Pesci, Desideri, beni, virtù, felicità, Roma, Lithos libri, 2010.

2D. Alighieri, Divina Commedia, Paradiso XXXIII,145, Milano, Mondadori, 1998.

3Ignazio Layola, Esercizi spirituali.

4F. Montuschi, Vita affettiva e percorsi dell'intelligenza, Brescia, La Scuola, 1996.

5U.Galimberti, Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica,Milano, Feltrinelli, 1999.

6U.Galimberti, Le cose dell'amore, Milano, Feltrinelli, 2008.

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