Maternità.

(immagine tratta da Google)
(immagine tratta da Google)

30.11.2011                

L’articolo del mercoledì                                                      

dott.ssa  Maria Concetta Carruba

 

 

 

 

MATERNITA’.

 

L’istinto per la maternità è forse il più forte

fra tutti quelli propri dell’umanità.

(Francesco Olgiati)

La madre ha inventato l’amore sulla terra

(Sofocle)

 

Maternità: quanti sogni e quanto pathos emotivo racchiude una così piccola parola.

Essa si lega al desiderio inevitabilmente. Arriva un momento in cui, almeno tendenzialmente, una donna comincia a sentire che il suo orologio biologico la sta naturalmente chiamando alla maternità.

Non parlo di quella chiamata che proviene da parenti, conoscenti e amici che, forse a volte con troppo poco tatto, dicono: “non è ora di avere un bambino?”, “a quando un bambino?”, “allora, avete già pensato ad avere un bambino?”.

Parlo di quella chiamata che proviene dall’intimo, dall’interno. Di quella voglia matta di sentirsi pronti alla maternità.

Non credo servano spiegazioni scientifiche in merito: la donna è tendenzialmente atta alla maternità.

E così ad un certo punto si comincia a fantasticare e sognare di poter sperimentare questa meravigliosa tappa della vita di una donna.

Per maternità non si intende, e non si deve intendere, solamente la gravidanza, il pancione…

No. Maternità è voler regalare parte del proprio cuore e del proprio vissuto emotivo, della propria storia individuale ad un esserino piccolo che ha bisogno di cure, di coccole, carezze quanto di regole ed educazione.

Maternità è dedizione totale e totalizzante.

Ovviamente chi vive il momento della gravidanza può gioire di momenti di viscerale vicinanza con il piccolo che sono un vero dono, ma non necessariamente mettere al mondo un bambino significa essere madre.

I fatti di cronaca degli ultimi anni ci mostrano infatti come questa sia una tesi largamente dimostrata. Ma non parleremo di questo in questa sede. Affronteremo solamente le gioie legate alla maternità.

Diventare madre è, inevitabilmente, nascere una seconda volta. Da donna alle prese con la carriera, con le cose di tutti i giorni, con i propri progetti e le proprie aspirazioni a… a madre che lavora, progetta, desidera e spera ugualmente ma sa, ne è pienamente consapevole, che da quel momento in poi lo farà per due.

Non è che si annulla la donna, la moglie, la figlia… no solo si “moltiplica”, “amplifica”, “intensifica”.

Quando avviene questo richiamo alla maternità?

Come lo avete accolto e come avete reagito?

Com’è stato poi realizzato questo “sogno”?

Cosa vorreste raccontare della vostra esperienza…

Oggi non un semplice articolo ma un invito: raccontatemi di come avete vissuto questo momento, parliamone insieme, arricchiamoci vicendevolmente!

Dopo i contributi, e spero siano tanti, sulla maternità naturalmente affronteremo anche il tema della paternità e speriamo nei loro contributi. Che dite se ne facciamo una bella raccolta, van bene anche 10/15 righe non chiedo tanto, e la condividiamo insieme il prossimo mercoledì? Facciamoci questo dono reciproco!

 

 

Maria Concetta Carruba

Scrivi commento

Commenti: 0

Iscriviti alla newsletter dello

Studio EmPathos

e riceverai gli aggiornamenti sulla tua casella di posta

(nel corpo del messaggio scrivi: "ISCRIZIONE")

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

VIENI A TROVARCI SUL NUOVO SITO:

WWW.STUDIOEMPATHOS.COM 

TI ASPETTIAMO NELLA NUOVA VESTE MA CON LA STESSA VISION!