Maternità: i vostri contributi.

(immagine tratta da Google)
(immagine tratta da Google)

07.12.2011                

L’articolo del mercoledì                                    

 dott.ssa  Maria Concetta Carruba



MATERNITA’: I VOSTRI CONTRIBUTI.

 

 

L’istinto per la maternità è forse il più forte

fra tutti quelli propri dell’umanità.

(Francesco Olgiati)

La madre ha inventato l’amore sulla terra

(Sofocle)

 

 

Maternità vissuta, maternità raccontata, maternità “sentita” attraverso il racconto di altri.

Maternità sognata, desiderata, voluta, inaspettata, negata…           

Ciascuno ha certamente il proprio vissuto sulla maternità ognuno con la propria storia, ognuna con i propri ricordi, progetti e speranze. Se c’è una cosa di cui mi sono accorta negli anni, è di quanto si faccia fatica a parlare di sé con gli altri, ad aprirsi e raccontarsi. Sempre meno spesso si riesce a permettere all’altro un varco segreto da dove poter finalmente approdare nell’intimo dei propri pensieri. Si cerca quasi sempre di “proteggere” quell’intimo  e lasciarlo rimanere tale, quasi come fosse il nostro più grande tesoro. Forse a volte si preferisce analizzarlo in silenzio e silenziosamente accoglierlo nella propria vita. Eppure un argomento che trova il modo per sciogliere tutti c’è: la maternità (la genitorialità in genere , per essere sinceri, perché ci sono anche molti papà aperti e vogliosi di raccontarsi)!

Quando ci troviamo ad affrontare questo tema è come se il castello di barriere e protezioni, la nostra fortezza si sciogliesse come fosse neve al sole: gli occhi raggianti, il cuore che impazza, e mille e mille ricordi che affollano la mente con il loro sinuoso danzare…

E così è stato anche questa volta.

Ho aperto una finestra e in molti vi si sono affacciati!

Ringrazio di cuore tutti coloro che han scritto e aderito alla pubblicazione, a quanti han scritto ma preferiscono non essere pubblicati, a quanti hanno anche solo apprezzato il tema ma non si sono voluti “mettere a nudo”.

E così oggi un articolo non solo di taglio scientifico, un articolo di cuore, di storie di racconti ed emozioni da condividere insieme,

non solo il mio punto di vista… oggi lo spazio è tutto per voi e per il vostro vissuto.

 

Per cominciare a scrivere queste due righe devo ripercorrere all’indietro la mia vita. Non esiste un periodo nè una fase e nemmeno una data che possa farci capire quando arriva il momento della maternità.  Io questo desiderio lo paragono ad un battito che  è dentro di noi, inizia molto lentamente, sembra il battito di un cuore  che non è il nostro ma è molto vicino a noi. Piano piano all’ inizio, fino  a sentirlo più forte molto più intenso,quasi fosse parte di te .E’ da lì che inizi ad aprire quella parte di  te sconosciuta fino ad ora ,senti di poter dare più spazio a quel battito  e cerchi di capire  cosa sia .Non puoi darti una risposta ma ascolti molto di più,  ti senti esplodere dentro quella voglia di amore, di attenzione,  di coccole di… “maternità.” La voglia di stringere fra le tue braccia quel fagottino è tanta che non ti da il tempo di farti tante domande, pensi che sia il momento giusto, lo desideri . E quando arriva inizi a vedere la vita con occhi diversi, pensi di dare il meglio di te, di essere sempre presente nella sua vita, e soprattutto di non perderti niente di lui\lei. E se la gravidanza è una fase molto delicata, almeno lo è stata per me, con un po’ di paure all’ inizio e molta serena poi, vi assicuro che è molto appagante il primo pianto, i suoi occhietti, quel sorriso accennato durante un sonnellino, la prima poppata. Tutto quello che avviene dopo e’ un passo dopo l’altro; consapevoli che siamo alla prima esperienza. Crescendo insieme e non parlo solo di età ma di crescita interiore, di dare tanto senza mai chiedere. Ti basta  guardare gli occhi dei tuoi figli e sentire ancora più forte quel battito, quel  crescendo di emozioni da quando ti chiamano”mamma.” Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere a modo mio, l’amore immenso verso chi, mi ha reso migliore nel tempo . 

Ninetta.

 

"Da ragazza non ho mai pensato a quando sarei diventata madre.
I bambini mi piacevano ma non ho mai sentito quel desiderio forte di averne uno. Ero convinta di non avere l'istinto materno.
Mi sono sposata a 30 anni. Dopo pochi mesi mio marito guardandomi mi disse che voleva un figlio, sia perchè poi magari saremmo stati troppo "vecchi" sia perchè, e aveva ragione, voleva dare una svolta davvero interessante alla nostra vita. Diventare mamma non è stata quindi una decisione presa dal mio orologio biologico ma da quello di mio marito. :-)
Strano eh?

Sono stata fortunata, sono rimasta incinta praticamente subito. E' stato tutto talmente naturale che la situazione mi ha stupito. Non mi sono affezionata alla mia "pancia", anzi la detestavo sembravo un cetaceo, volevo vedere mia figlia il prima possibile.

Sentirla dentro di me era strano, piacevolmente strano. Si crea subito un legame, c'è già amore.

Mi sono immaginata tante volte il parto, pensavo di piangere a dirotto invece quando mi hanno appoggiato addosso mia figlia è stata un emozione così grande che i miei occhi erano pieni di gioia. 

Diventare madre è un evento che ti apre il cuore, nel senso che te lo riempie, te lo ingigantisce. Non si può amare più di così.

E la cosa stupefacente che questo amore non nasce quando guardi negli occhi tuo figlio, c'è già, forte, intenso, dentro te.

Sono nata figlia e quando è nata Rebecca sono nata madre. E' il dono più grande che potessi ricevere, anzi che tutte le donne hanno il privilegio di avere."

  

Emanuela

 

Io personalmente ho sempre desiderato avere figli fin da quando ho 18 anni ed ho faticato ad aspettare il momento e la persona giusta o un'età più matura per affrontare questa esperienza perchè sentivo forte dentro di me il desiderio di dare amore e dolcezza e prendermi cura di un bebè. Quando ho conosciuto mio marito, abbiamo manifestato entrambi questo desiderio e lo abbiamo messo fra i nostri progetti. 

Ci siamo resi conto che il momento giusto non è mai e che aspettarlo è un'utopia così ci siamo buttati, spinti dalla voglia di allargare la famiglia e donare amore ad una nuova vita. Così dopo 5 anni di storia abbiamo deciso di accogliere la nascita di Denise. Quando ho saputo di aspettare mia figlia ero al settimo cielo e i 9 mesi sono stati lunghissimi per me, perchè non vedevo l'ora di abbracciarla, immaginavo di riempirla di baci e giocare sul lettone oppure raccontarle una storia e farle una carezza. Devo ammettere che forse avevo ed ho tanto amore da donare perchè mi è mancata la figura materna molto presto e ho sempre desiderato donare ai miei figli ciò che io non ho potuto avere, senza soffocarli, ma solo perchè credo che le dimostrazioni di affetto e un clima d'amore in famiglia siano l'habitat più giusto per farli crescere. Dare amore e attenzioni ad un figlio è qualcosa di grandioso che fa sentire bene e riempie di gioia. 

Per me l'istinto materno non è biologico o scientificamente associabile alla donna. Dipende dalle persone, ho amiche che non desiderano figli  e ci vado d'accordo lo stesso ed ho amici di sesso maschile che desiderano un figlio più di ogni altra cosa al mondo. Credo che dipenda proprio dalle esperienze e dal carattere di ognuno. Il mio istinto materno è molto alto e ho cercato di assecondarlo prendendomi cura dei bimbi piccoli lavorando in un asilo nido per diversi anni. Spero in futuro di avere la possibilità di dare la vita ad altri due bambini e allargare la famiglia, è il sogno più grande sia mio che di mio marito, se le condizioni economiche e lavorative ce lo permetteranno.

 

Federica

 

Il vissuto della maternità per me è stato  un  lungo  cammino verso la realizzazione di un sogno…Ora sono in congedo per maternità anticipata e ringrazio la Dr.ssa Carruba ma soprattutto la mia amica Mery per l’onore di aver voluto ospitare nel la sua rubrica questa mia testimonianza .E’ un tempo privilegiato di riflessione!!!

Una maternità sofferta, agognata, risarcita. Le incertezze, le analisi,le stimolazioni, le file in corridoio in attesa di entrare nello studio medico, le visite, la certezza che malgrado la difficoltà quello che volevamo era andare avanti.
Dopo  mesi di  tentativi, visite da specialisti, cure ormonali,  sono ora in attesa di due gemellini..

Arrivare al 6 settembre, una sofferenza… in quel giorno avrei saputo se  almeno uno dei miei due embrioncini  avesse attecchito o se fosse stato una delusione come il precedente. A casa i miei   erano tutti con me, a trepidare, a sperare quel momento. Tutto per farmi arrivare al ritiro dell’esame delle beta: POSITIVE 607!!

Mi tremavano le gambe dall’emozione e gli occhi erano pieni di lacrime.. dalla felicità…una gioia indescrivibile… Non avevo mai visto un test positivo prima di allora!!!

E le  sorprese non erano finite: in quindicesima giornata seppi che non solo un embrione aveva attecchito ma addirittura 2!!! C’erano quindi  due piccoli cuoricini che battevano dentro di me…

Ad ogni ecografia è sempre un respiro “ trattenuto” ma mi sento un pezzetto sempre più mamma!! E quel brivido lo si ricorda per tutta la vita.

 Doppia emozione!!!  Ho  iniziato da lì  a sognare i miei due bimbi… e ho scritto queste parole per loro:

“Eravate un desiderio del nostro cuore, voi due siete tutto il nostro amore, dal mondo dei sogni siete venuti, in un’onda di gioia , nuovo splendore della vita.

Doppi saranno i sorrisi a riempirci le giornate, doppie le fatiche ma anche raddoppiate sono e saranno le nostre gioie.”

Il cammino della genitorialità è  uno delle esperienze più straordinarie.  Sono una Pedagogista e tra qualche mese inizierò un altro “mandato”, sempre nel campo del’educazione,  senza scadenze che mi accompagnerà per tutta la vita ,ma sicuramente sarà il lavoro più importante e il più bello: diventare mamma. Con un’altra storia da raccontare.

Laura

La voglia di maternità? Credo sia qualcosa di innato, ma ultimamente si fa sentire in me sempre di più. Da quando mi sono sposata mi capita di pensare a come potrebbe essere la mia vita se ci fosse un piccoletto o una piccoletta, a come dovrei modificare il mio stile di vita per lui o lei… insomma credo che quando ti fermi a guardare gli altri con i loro figli e rivedi te stessa allora si, l’istinto materno c’è. Certo questo non basta a colmare tutte le paure e le ansie che ti assalgono, quando capisci che il sogno si può concretizzare, ma credetemi ho sentito dire troppe volte che ne vale la pena; magari tra qualche anno potrò dirlo anch’io, perché no? Me lo auguro.  

Stefania

 

Ringrazio  ancora Ninetta, Emanuela, Federica, Laura e Stefania per averci concesso di entrare nelle loro vite e fra le loro emozioni.

E ad ognuna vorrei dedicare due parole.

@Ninetta: che bello il paragone al battito, mi sembra davvero azzeccato. Mi piace molto, e fa riflettere, la frase finale: mi han reso migliore nel tempo! Credo non ci sia dono più grande della maternità e se i figli ci rendono migliori nel tempo  … allora il miracolo avviene due volte: la prima con la loro nascita, la seconda con la nostra seconda nascita come genitori!Ci hai fatto riflettere su come paure e preoccupazioni svaniscano e passino in secondo piano, su come il dono sia vicendevole: la madre che da alla luce un bambino l’ha cullato nel suo grembo per 9 mesi e gli ha donato la vita. Il frugoletto dona alla madre una seconda nascita e la gioia infinita di vederlo crescere, assistere a un miracolo! Forse proprio quando un figlio pronuncia la parola “mamma”, regala un turbinio di emozioni di cui forse, non è neppure consapevole. E la vita madre-bambino è un continuo scambio vicendevole. Grazie per avercelo ricordato!

@Emauela: che bello sentire che l’orologio, una volta tanto, a rintoccare per primo sia stato quello di tuo marito! E’ davvero originale… ma ciò che mi ha colpito maggiormente è che alla fine l’amore, seppure l’istinto materno tu sia riuscito a metterlo a tacere all’inizio, hai scoperto di averlo sempre posseduto dentro di te!

@Federica: che bello cara Federica sentire di quest’istinto nato praticamente con te! Certamente la mancanza della figura materna da piccola ha influenzato notevolmente questo tuo sentire e assolutamente in meglio: chi meglio di te può capire cosa, quanto e quando ci si aspetta dalla mamma! Hai ragione nel dire che non tutte hanno l’istinto materno, concordo in pieno con te, ma per fortuna c’è ancora chi, come te, sogna la famiglia numerosa con cui poter condividere la vita… Nonostante l’incertezza dei nostri giorni qualcuno, fortunatamente non ha smesso di sognare!

@Laura: che bello leggerti! Il tuo travagliato percorso e la tua forza infinita ti hanno portato oggi a poter gioire nel sentire che due cuoricini battono dentro di te, crescono e si muovono in te! Sono stra-felice per te e mi ha fatto molto piacere leggere la tua immensa gioia fra le righe, la tua serenità e quanto tu sia pronta e desiderosa di “imparare” ad essere mamma e affrontare questo percorso come una vera avventura… e sono certa che sarà la più bella di tutta la vita!Ti abbraccio e un bacio x 3!

@Stefania: che bello  “sentire” questa voglia esplosiva, questa meravigliosa sensazione che sta a metà fra sogno e progetto… Mi è piaciuta moltissimo l’immagine che si è configurata nella mia mente quando ho letto il tuo contributo:

guardare gli altri coi loro bambini e sognare te stessa… Credo sia proprio una immagine che apre le menti e il cuore: sognarsi mamma, sognarsi ancora…sognare un prolungamento di sé, quel tassellino che rende completi, che segna e da prova del meraviglioso miracolo della vita! Ti auguro di cuore di poter presto realizzare il tuo sogno e spero che la prossima volta potrò ospitare un tuo articolo dove ci racconterai della realizzazione del tuo sogno…Cosi saprai dirci se anche tu fai parte di quella schiera di mamme che dicon “ne vale troppo la pena!”. Certa che sarà così, ti invio un grandissimo in bocca al lupo!

 

Il prossimo articolo analizzerà e cercherà di guardare a questo miracolo da una angolazione diversa: dal punto di vista dei papà…

E dunque cari papà aspettiamo di conoscere le vostre storie e i vostri vissuti, non siate timidi e raccontateci, raccontatevi!

 

 

 

Maria Concetta Carruba

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