Parliamo di paternità.

(immagine tratta da Google)
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14.12.2011                

L’articolo del mercoledì                                                      

dott.ssa  Maria Concetta Carruba

 


…PARLIAMO DI PATERNITA’

 

Un cuore di padre è il capolavoro della natura!

(Abbè Prevost)

 

I padri devono sempre dare, per essere felici.

Dare sempre, l’essere padre sta in questo.

(Honore de Balzac)

 

 

Paternità.

Se ne parla troppo poco, troppo poco si condividono pensieri in merito. Anche nelle librerie tanti libri sulla maternità, pochissimi sulla paternità. Eppure anche gli uomini vivono con intensità questo loro cammino verso la genitorialità.

Ovviamente a loro non cresce il pancione, non hanno le nausee e non devono partorire, ma anche loro si preparano alla loro seconda nascita: nascere padre! Cosa succede nel cuore di un uomo che scopre di star per diventare padre? Quali sono le sue più grandi paure? Quale il cambiamento che temono maggiormente?

L’attesa di un figlio è un po’ come per il matrimonio “una roba prettamente femminile”, come se tutto ruotasse attorno alla donna e l’uomo o se ne sta tristemente da parte rassegnato, oppure approfitta della situazione partecipando al tutto poco attivamente e cominciando a sviluppare una grandissima capacità di delega!

Credo fortemente che la prima tipologia di uomo (il tristemente rassegnato) patisca e non poco questa situazione. Vorrebbe poter avere uno spazio per il proprio vissuto e non lo trova, vorrebbe esternare ma per galanteria cede il posto… si sente come uno spettatore di quello che invece lo dovrebbe vedere come attore co-protagonista.

La seconda categoria invece, è quella che cerca di trarre maggiore giovamento possibile da questa situazione e ben presto entra nella parte cominciando a delegare, ricordando di essere padre solo quando fa piacere a lui.

Ma c’è una categoria terza, la più importante di tutte, ed è quella dei papà a tutto tondo: di quegli uomini che vivono intensamente la gioia della paternità, trovano il modo di esprimersi senza togliere spazio a nessuno, godono nell’essere resi partecipi in tutto e per tutto. Questa è la categoria che trova maggiore appoggio e, fortunatamente, maggior numero di adepti!

C’è una cosa che mi piacerebbe capire: quando nasce nell’uomo la voglia di paternità? Come la affrontano? Perché spesso la tengono per sé?

Perché gli uomini, e non tutti per fortuna, hanno paura di diventare padri? E’ una sorta di crescita e acquisizione di maturità imposta? E’ timore di perdere virilità sciogliendosi ad ogni starnuto del proprio piccolo? E’ timore di essere messo da parte dalla propria donna? Le notti insonni? Cosa terrorizza un uomo? E nonostante tutto, quando superano la paura?

E come vive un uomo la paternità negata? E il ragazzo padre come affronta il tutto, quali difficoltà incontra maggiormente? Il papà part- time (soprattutto nel caso di separazioni e divorzi) quanto ha paura di perdersi alcune fasi importanti del proprio figlio?

E con questa riflessione sull’essere padre, invito tutti i papà a raccontarsi!

Aspetto le vostre mail!

 

 

 

Maria Concetta Carruba

 

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