Il Giardino dei Bimbi di Fenegrò: conosciamo una bella realtà educativa.

(Foto di Proprietà de Il Giardino dei Bimbi)
(Foto di Proprietà de Il Giardino dei Bimbi)

L’articolo del mercoledì   

18-01-2012

 

IL GIARDINO DEI BIMBI DI FENEGRO’: CONOSCIAMO MEGLIO UNA BELLA REALTA’ EDUCATIVA.

 

In questi ultimi periodi, quando abbiamo sentito parlare di realtà educative non sempre è stato per motivi positivi o per elogiarne le competenze. Credo sia però importante sottolineare che esistono strutture che funzionano bene, dove educatori e responsabili svolgono questo lavoro per profonda passione. C’è chi lavora davvero bene!

Mi pare opportuno, nei confronti di realtà positive e dei genitori (perché conoscere di buoni risultati e buona quotidianità educativa può sicuramente rendere più tranquilli!) dare un quadro di informazioni che possa invece raccontare di quelle realtà educative capaci di accogliere, amare e giocare con i bambini così come ci si aspetta!

Oggi, dunque, una intervista per conoscere meglio IL GIARDINO DEI BIMBI DI FENEGRO’.

Sezione 1: La storia della struttura.

- Quando nasce Il Giardino dei Bimbi e da quanto tempo è operativo? Quando è avvenuto il passaggio di direzione e come lo hai impostato?

L’asilo nido “Il giardino dei bimbi” nasce nel 2002 dalla volontà, impegno e passione dell’educatrice Barbara Brenna. La struttura era completamente inesistente e con cura e precisione nei dettagli è sorto quello che io ho chiamato sin dal primo giorno che l’ho conosciuto “un grande impero”. Chi non ha avuto una simile esperienza non può sapere a livello tecnico e burocratico quanto sia lungo e difficile il percorso per aprire tale struttura; l’impegno nella scelta dell’impianto di riscaldamento, della suddivisione degli spazi, dell’arredo a misura di bambino, dell’area verde esterna… La mia avventura iniziata quando ho preso in mano la gestione del Giardino dei bimbi nel gennaio 2011 è stato come realizzare un sogno. Al primo ingresso mi sono sentita subito a casa e cosi ho voluto rimanesse, non solo per me, ma anche per tutti quei genitori che sarebbero entrati e continueranno a entrare. Inizialmente c’è stato solo un cambio nella persona fisica, poi man mano che passavano i mesi ho deciso di fare quello che ho sempre desiderato fare: sperimentare sotto ogni aspetto con l’obiettivo di creare un ambiente sereno e amorevole per i bambini. La persona che mi ha preceduto ha sempre ritenuto importante la figura del genitore e se ne è sempre curata, andando a rassicurare e fortificare in ogni momento e in particolare durante il periodo dell’inserimento, che per un genitore alla prima esperienza può risultare essere un momento delicato. Da questo punto di vista credo di avere una marcia in più: si chiama Giulia. Dopo anni come educatrice sono diventata mamma vivendo gioie e preoccupazioni riuscendo cosi a capire totalmente i genitori che quotidianamente incontro.

Sezione 2: Organigramma.

- Quante persone lavorano all’interno della struttura?

-- Chi lavora al giardino dei bimbi?Breve presentazione della responsabile.

All’interno del nido lavorano 6 educatrici: abbiamo la veterana del gruppo non per età ma per presenza, infatti è qui dall’inizio, come la chiamano i bimbi “Lanto”, Antonella, è molto dolce e sognatrice. Poi le due mammine, Lella e Stefy, che sono severe quando serve ma anche molto affettuose. Poi Silvia, la precisa del gruppo: non le sfugge niente! E infine Miki la più simpatica e creativa. Le mie ragazze sono tutte diverse e questo è proprio quelle che le rende un team completo e forte. E poi ci sono io, la Vero, sono la “fact totum”. Credo di esser sempre stata portata non solo per lavorare a contatto coi bambini ma per avere un compito gestionale e organizzativo. E’ molto faticoso ma dà anche tanta soddisfazione. Dopo anni di esperienza alle dipendenze di varie scuole dell’infanzia ho deciso di tentare una svolta…. Mi sentivo stretta pur trovandomi bene in ogni ambiente in cui ho lavorato, volevo sperimentare e mi sentivo pronta a sostenere anche tutte le responsabilità che ciò avrebbe comportato. Vivere accanto ai bimbi non ha paragone, ogni giorno è un giorno nuovo e loro sanno stupirti di ciò che tu adulto non vedi più da tempo. Tante famiglie ci affidano i loro figli per tutto il giorno e noi possiamo coccolarli, nutrirli, soddisfarli appieno. E poi…giochiamo!! Detta cosi può sembrare semplice ma va ricordato che “qui non vendiamo scarpe”, senza offesa per nessuno. E’ un mio modo di dire che uso spesso per precisare che noi lavoriamo con persone in crescita, sappiamo che ogni nostro gesto, ogni nostra parola può fare “il bello e il cattivo tempo” nella quotidianità del bambino. Il rapporto che instauro con ogni bambino non si trova nelle pagine di un manuale ma è dettato dal buon senso, dall’esperienza e soprattutto da ciò che mi dice il cuore. Se ripenso che i miei primi bimbi ora sono già maggiorenni….

Sezione 3: Offerta.

-   I servizi offerti.

I  servizi del Giardino dei bimbi non sono tanti ma sono ben curati e funzionali a tutte le esigenze delle famiglie. A partire ad esempio al servizio colazioni: al mattino un’educatrice specifica si occuperà di quei bimbi che arrivano presto ancora con il pigiamino e il latte da bere, cosi che i genitori che lavorano lontano non dovranno alzarsi all’alba per preparare il piccolo. La flessibilità di orario: il nido è aperto dalle 7.00 alle 19.00 senza vincoli di entrata e uscita durante la giornata. Nessuna corsa perché alle 9.30 chiudono l’entrata! Durante le giornate le educatrici interagiscono con tutti i bimbi cosi da creare una relazione solida e affettuosa che rassicuri i bimbi se l’educatrice di riferimento è a casa ammalata. Anche a livello alimentare il conoscersi tutti garantisce che le intolleranze e le allergie dei bimbi vengano perfettamente sapute da tutto il personale evitando gravi errori. Un altro aspetto particolare è il momento della nanna; tanti bimbi arrivano al nido con un’abitudine scorretta al sonno; i genitori preoccupati si rivolgono a noi chiedendoci come facciamo ad addormentarli e noi semplicemente rispondiamo “da soli nel lettino”. Ogni aspetto della vita dei bimbi è regolato da una buona o cattiva abitudine: per noi è scorretto e anche materialmente impossibile addormentare un gruppo in braccio o dondolandoli nella culla. Pian piano si creano le situazioni e gli stimoli giusti affinchè ogni bimbo apprenda uno stile di vita consono alla sua età. Offriamo poi un servizio un po’ particolare che però non va frainteso: la web cam. Con una telecamera mobile connettiamo un genitore alla volta tramite internet e una password personalizzata; per qualche minuto è possibile essere proiettati nel mondo del nostro nido e sbirciare i giochi dei bimbi. Questo non deve essere visto come una mancanza di fiducia nella struttura e in chi ci lavora ma come risposta alla curiosità che un genitore può avere nei confronti del figlio che si muove in un contesto che non è casa sua. In fondo, chi di noi non vorrebbe essere una piccola farfalla che senza disturbare entra a curiosare….??Un altro servizio on line è la scheda personalizzata di ogni bimbo per sapere in tempo reale tutto quello che succede, dal mangiare alla nanna, dai cambi al gioco. Accedendo con una password al sito si può tranquillamente leggere da qualsiasi postazione internet le informazioni relative al piccolo e avere uno storico fino a tre giorni precedenti. E’ anche possibile sempre tramite il sito comunicare direttamente con la struttura senza usare il telefono con una “chat speciale genitore-educatrice” per comunicare informazioni importanti o domandare qualcosa. La programmazione didattica varia ogni anno; si propone un tema generale che funga da sfondo integratore e durante l’anno ogni gruppo andrà a selezionare quelle attivtà funzionali all’età dei bimbi. Va specificato che le attività didattiche sono un servizio aggiunto poiché la colonna portante della struttura “nido” sono le routine della giornata cioè quei momenti che si ripetono e che danno sicurezza e permettono di comprendere la realtà che li circonda. Le routine sono condizione di rafforzamento di abilità cognitive e comportamentali. I bambini non avendo la concezione del tempo come quella di un adulto, riescono a capire ciò che accade e ad orientarsi temporalmente solo attraverso “ciò che accade prima e ciò che accade dopo”. Ad esempio, i bimbi al nido sanno che la mamma verrà a prenderli “dopo la merenda”. Le routine sono quindi: l’accoglienza, il cambio, la pappa, la nanna, la merenda, il congedo. Le attività strutturate vanno ad arricchire la permanenza al nido e aiutano maggiormente il bambino a maturare in autonomia e competenze.

Sezione 4: relazione e comunicazione.

-          Rapporto con i genitori e strumenti di comunicazione.

Sezione 5: Vision e Mission.

-La nostra idea di educazione.

Credo sia già un po’ traspirato, in quello detto fin qui, il nostro modo di interagire coi bimbi ma soprattutto con le famiglie. Passati i primi tempi di inserimento e quindi “rotto il ghiaccio”, l’ingresso al nido diventa come entrare nella seconda casa perché abbiamo questa predisposizione, io in primis, a creare nei gesti e nelle parole un clima tale da sentirsi come in una grande famiglia. Ecco quindi che nella zona accoglienza si scambiano sempre con tutti due parole seduti sui divanetti o, perché no, seduti per terra come i bimbi; è facile che nella conversazione tutti i presenti vengano coinvolti perché la sottoscritta ama far interagire i genitori anche se non si conoscono, perché magari alla domanda di uno sa rispondere un altro e cosi via. Ad esempio, nel periodo natalizio si organizza la recita dei bimbi e ogni anno richiediamo un abbigliamento particolare mandando in crisi la mamme che iniziano a visitare tutti i negozi della zona e a scambiarsi consigli! Un breve aneddoto di quest’anno: una mamma mi ha raccontato come, entrando in un negozio di un grande centro commerciale, alla richiesta di un paio di calzamaglie totalmente verdi (un po’ difficili da trovare) per la figlia, si è sentita domandare dalle commessa “anche lei per la recita??”; che ridere! La recita che si sarebbe tenuta al giardino dei bimbi era addirittura arrivata alle orecchie di una sconosciuta commessa! Sono orgogliosa di dire che quest’anno la più piccolina a “esibirsi” aveva solo 13 mesi!  I bimbi diventano i “nostri” bimbi e tutte le cure e le preoccupazioni vengono condivise. Le educatrici hanno il compito importantissimo di sostituirsi ai familiari mentre questi sono assenti per poi riferire con pazienza e precisione i momenti vissuti al nido al loro rientro. La nostra attenzione, anche fin troppo scrupolosa, e la nostra disponibilità a volte però permettono ad alcune famiglie di approfittarsene, dimenticando il nostro ruolo professionale, e delegando aspetti importanti , dimenticando il loro ruolo genitoriale. Quest’anno abbiamo allargato anche noi l’orizzonte verso la lingua straniera sperimentando un piccolo progettino che coinvolge tutti i bimbi; ogni settimana verrà proposto un momento musicale in lingua inglese mantenendo sempre l’aspetto ludico: partiremo da due canti in lingua italiana che i bimbi già conoscono in cui vengono ripetuti semplici gesti e di seguito verranno riproposti in lingua inglese. Il mio principio educativo viene racchiuso in una sola parola: divertimento. In ogni aspetto della vita dei nostri piccoli ricerco l’aspetto più divertente perché non c’è cosa più bella al mondo della risata di un bambino. Anche il progetto sperimentale della lingua inglese come le altre attività richiederanno concentrazione, impegno ma prima di tutto i bambini dovranno divertirsi giocando. Dopo che sono diventata mamma, in un momento di riflessione mi sono detta: non posso crescere mia figlia in un continuo ed esasperante NO, deve fare le sue esperienze per crescere e quindi valuterò di volta in volta se quello che vuole fare o sta per fare può essere veramente pericoloso oppure no. Seguirò questa linea educativa anche dentro la nostra struttura perché i NO che aiutano a crescere devono essere ben valutati e le regole proposte poche e chiare. La nostra missione è difficile e impegnativa ma porta tantissima soddisfazione. Credo veramente che per lavorare in questo ambiente non basti la professionalità e l’esperienza ma devi sentire “quel qualcosa dentro” che io chiamo vocazione. Approfitto quindi di questo spazio concessomi per ringraziare chi ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di vivere tutto questo.

Per visitarci potete cliccare il nostro sito www.ilgiardinodeibimbi.it o passare direttamente a Fenegrò in via Como 28.


Ho lasciato  a Veronica la libertà di impostare la presentazione del suo spazio educativo come preferiva, rispondendo cioè alle domande in libertà. Quello che con questa intervista vorrei far passare è un messaggio di positività educativa, di passione per una professione, di realtà che accoglie, ama e gioca con i bimbi creando un ambiente favorevole, stimolante, educativo.

C’è una immagine, una successione di momenti che ho memorizzato nella mia mente quando sono entrata presso IL GIARDINO DEI BIMBI:

di questi frugoletti assonnati, un po’ ancora con il faccino che sa di sonno e calde copertine che arrivano in struttura e hanno il tempo, presso i divanetti, di chiacchierare con mamma e papà per prepararsi al distacco e a cominciare la giornata. Del caloroso benvenuto che tutte le educatrici danno ai bambini e dei sorrisi che ricevono in cambio… Sapore di un ambiente sereno!

Al Giardino dei bimbi vanno i miei complimenti in qualità di donna e in qualità di professionista!Grazie per l’intervista concessa e per aver dato un meraviglioso esempio educativo!

E a tutti i folletti che lo “abitano”non mi rimane che augurare “buona vita”!

 

 

 

Dott.ssa Maria Concetta Carruba

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