PMA: l'esperienza di P.L.

(immagine tratta da Google)
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25.01.2012
 L’articolo del mercoledì                                                     
dott.ssa  Maria Concetta Carruba



PMA: procreazione medicalmente assistita l’esperienza di P.L.


Essere mamma non è un mestiere.
Non è nemmeno un dovere.
È solo un diritto fra tanti diritti.
Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato, 1975



Oggi, grazie a P.L., vi svelo solo le iniziali per una questione di riservatezza e rispetto della privacy richiesta, avremo in dono l’esperienza di una coppia con la PMA fra paure, lotte, sacrifici e… finalmente la tanto attesa gravidanza.
Una testimonianza per dare forza e speranza a quanti si incamminano in questo percorso alternativo verso la genitorialità!
Di questo stesso argomento tratteremo ancora anche nel forum di prossima realizzazione dove ci sarà uno spazio dedicato dove potrete scambiarvi informazioni, consigli, raccontare e raccontarvi.
Riceviamo e condividiamo…

In modo inatteso, sotto la sigla sconosciuta di PMA ( Procreazione Medicalmente assistita o più comunemente Fecondazione assistita) , io e mio marito decidemmo d” imbarcarci nella primavera del 2010 in questo lungo percorso per cercare di avere un figlio…
In realtà il nostro cammino ebbe inizio circa 2 anni prima per la parte diagnostica , cui fummo sottoposti a svariati esami: ormonali, cito genetici , isteroscopie e spermiogrammi ripetuti ....
Malgrado qualche incertezza e paura, sensazioni peraltro legittime eravamo finalmente pronti per iniziare il nostro primo viaggio del PMA , pervasi da un iniziale entusiasmo.
E così ci mettemmo in nota per l’avvio…L’aspettativa, il desiderio di cominciare, un senso del nuovo verso cio’ che ancora non puoi conoscere. Ci vuole coraggio per sostenere l’entusiasmo iniziale, per portare avanti la motivazione che un giorno ti ha fatto dire “ incomincio…”
La metafora della fecondazione assistita è quella dell’altalena e si addice ad un percorso ad ostacoli, fatto a volte di incognite e di domande senza risposta.
Come funziona quindi un percorso di PMA?
E cosa significavano quegli acronimi che scorrevano sul consenso informato per noi all’inizio sconosciuti ( Pick up? Transfer? Icsi? Fivet?) e ora invece quasi saremmo in grado di sostenere un esame di medicinal!
La prima fase del protocollo consiste nella stimolazione della maturazione degli ovuli in modo da ottenere una crescita multipla di follicoli mediante somministrazione quotidiana di ormoni.
Il tempo necessario é variabile e puo’ oscillare tra 2 e 4 settimane. ( Trattasi di protocollo corto o lungo) Durante questo periodo si effettuano monitoraggi tramite ecografie ed analisi di ormoni (estradiolo) nel sangue. Questi dati permettono di conoscere come stanno rispondendo le ovaie al trattamento nonchè determinare il giorno corretto per l” estrazione degli ovuli.
La fase successiva prevede il pick up: ovvero il prelevamento degli ovociti che avviene in’ anestesia endovenosa e richiede un ricovero in day surgery di circa 5 ore.
Dopo il prelievo degli ovociti, al partner maschile viene chiesto di produrre un campione seminale e o dopo adeguata preparazione, viene utilizzato per inseminare gli ovociti.
Da qui ci sono due tecniche per arrivare a fecondare gli ovuli : La FIVET ( 0vuIo e spermatozoi vengono messi in coltura spontanea) La ICSI invece è una tecnica di primo livello consiste nell’ iniezione intra- citoplasmatica dello spermatozoo ne|l’ovocita da parte del biologo)
Naturalmente la scelta tra le due tecniche, così come il numero di ovociti microiniettati, viene stabilito in base alle caratteristiche della coppia.
Gli ovociti che mostrano segni di fecondazione vengono altresì mantenuti in coltura per ulteriori 24- 48 ore. Durante questo periodo essi cominciano le prime fasi di sviluppo, dando origine ad embrioni,formati da cellule.
A 48/ 72 0re dal prelievo ovocita rio gli embrioni vengono trasferiti nella cavità uterina della paziente.
Le possibilità di gravidanza per tentativo sono variabili a seconda dell’età anagrafica e della coppia. Si va dal 35% di gravidanza nel caso di donna di 30 anni nella quale l’unica causa di sterilità sia determinata dalla componente maschile, al 15- 20% della coppia media di 35 anni, al 12- 15% della coppia di 40 anni. La gravidanza si riduce nelle più attempate dopo i 42 anni quando è sporadica.
L’incidenza della gravidanza gemellare è direttamente proporzionale al numero di embrioni trasferiti.
Trasferendo 3 embrioni di buona qualità la possibilità della gravidanza bigermina è del 15/% circa delle gravidanze, quella trigermina del 5%.

Trascorsi 12 giorni dal transfer viene chiesto un prelievo delle beta tramite il dosaggio del B- HCG, un ormone prodotto dell’ ’embrione che si é impiantato e da li” si ha il verdetto finale del percorso.
Questa è sicuramente è la parte più difficile di tutta la terapia e altresì quella di saper convivere con gli aspetti emotivi- psicologici nel post transfer.
Accettarne il fallimento è un’esperienza dolorosa,, un colpo al|’anima,similare a quella di un aborto … C’è inizialmente una fase di frustrazione, di distacco e una volta “metabolizzata “la delusione , dopo qualche mese subentra l’ansia di dover ricominciare.. .tutto daccapo.
La consapevolezza della propria infertilità è accompagnata da una sofferenza emotiva che si esprime prepontemente sul piano delle relazioni; relazioni all’interno della coppia, con le famiglie d’origine, relazioni con le altre donne e della coppia nell’ambito più vasto del gruppo sociale.
Sarebbe necessario un accompagnamento psicologico durante tutte le fasi del protocollo anche per aiutare la coppia ad “ elaborare” il lutto legato agli insuccessi ed evitare i rischi dell’accanimento terapeutico.
Ricordo ancora bene la sofferenza dei primi due tentativi non andati a buon fine , le domande indiscrete della gente, il poco tatto di alcune persone che mi hanno un po’ ferita…

Sono stata però fortunata in quanto al 3^ tentativo ( numero perfetto!!!) ce l’abbiamo fatta , ora sento muovere e crescere le due creature dentro di me e mi faccio cullare dai loro movimenti…Sono loro la mia luce e la mia forza!!!

Tutto quello che ho affrontato mi ha temprata e forgiata ancor più nel carattere e a volte non mi sembra vero esserne uscita vincente …. Un sogno che presto diventerà realtà, quando tra 4 mesi potrò finalmente stringere tra le braccia i miei due cuccioli…

Grazie di cuore per questa meravigliosa testimonianza!E in bocca al lupo per tutto!



Dott.ssa Maria Concetta Carruba

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