E se i figli non arrivano?

(immagine tratta da Google)
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09.05.2012

L’articolo del mercoledì                                                    

dott.ssa Maria Concetta Carruba

 

 

E se i figli non arrivano???

 

“Me and You, Just Us Two”

(Sex & the City 2)

 

E se i figli non arrivano?

Come si sopravvive a un tale diniego imposto dalla vita nonostante le nostre aspettative, le nostre volontà, il nostro desiderio?

Cosa succede alla coppia quando assiste al frantumarsi di sogni e speranze rispetto alla genitorialità?

Come ci si rafforza invece di cedere alla disperazione?

Quale nuovo senso dare alla propria esistenza?

Quante volte abbiamo sentito la frase “ non pensarci più di tanto e vedrai che arrivano …” detta e rivolta a quanti fanno fatica ad avere bambini. Quante volte abbiamo assistito alla smorfia di dolore per mancata sensibilità e tatto “e allora voi due, ancora niente?”.

Le problematiche relative alla procreazione sono notevolmente aumentate negli ultimi tempi, quasi come uno scherzo del destino: a maggiore miglioria dell’esistenza umana corrisponde una minore facilità nella procreazione rispetto al passato.

Questo non vuol dire che il problema non esistesse in passato o che sia nato da poco.

Non sempre i figli arrivano quando abbiamo deciso che si sentiamo pronti o quando abbiamo deciso che è il momento giusto, perfetto per farli.

Ci sono coppie cui il figlio è piombato per caso nella vita, come un dono inatteso, altre che riescono a programmarlo per filo e per segno e riescono nell’intento, chi rimane incinta immediatamente, chi ci mette molto più tempo, chi non si arrende, chi si abbatte, chi rinuncia, chi spera …

Non c’è un cammino comune per tutti, non c’è un iter perfettamente uguale per ogni coppia che si accinge e si incammina verso la genitorialità.

A volte, quando finalmente arriva quella sicurezza, quella voglia, quella determinazione a diventare mamma e papà capita però che, nonostante noi lo pensassimo tale, quel periodo non si rivela quello giusto e nonostante i vari tentativi il bambino non arriva.

Molti studi nel campo hanno permesso a molte coppie di coronare il loro sogno, non senza sacrifici, attese, delusioni. Molte coppie intraprendono il cammino della PMA, qualcuno alla fine porta a casa il proprio fagottino, qualcun altro alla fine non riesce e deve fare i conti con questa nuova realtà che, da quel momento in poi, contraddistinguerà la coppia.

Certamente è normale la sofferenza, la paura, lo sconforto. Ciò che però rende forte una coppia è l’unione, la capacità di affrontare tutto insieme, di appoggiarsi l’uno all’altro, sostenersi, confrontarsi e confidarsi.

Vivere un simile dolore insieme rende meno amara la realtà e rafforza la coppia.

E’ importante partire dal presupposto che la coppia, se salda, è già completa con la diade: due persone che stanno bene insieme saranno forti della loro unione nel bene e nel male.

Un bambino va cercato quando la coppia sente la voglia di passare a un livello successivo, di volersi sperimentare come genitori … non va mai programmato per colmare lacune o mancanze della e nella coppia. Un nuovo esserino che arriva deve essere accolto nel migliore dei modi, in un clima sereno e gioioso dove sarà parte integrante ma mai collante.

Se però nonostante tutti i tentativi i figli non arrivano la coppia si trova dinnanzi a un periodo critico che deve superare contando sull’unione, l’amore e la condivisione.

Mentre per quanti scelgono una vita senza figli è facile trovare quanto di positivo c’è nell’essere coppia non genitoriale, quale possa essere il senso di una vita per due, per quanti a tutto questo sono stati “costretti, cause forza maggiore” l’acquisizione e la consapevolezza di vie altre per progettare il futuro è un percorso che va partorito e costruito con assoluta calma.

I progetti fatti fino a quel momento vengono meno, anche gli spazi sembrano diventare inutili (pensate a camerette e stanza dei giochi per le coppie che non vedranno mai quelle stanze riempite di giochi e grida di bimbi)…

A quel punto la coppia deve reimpostare i progetti e gli spazi, trovare nella loro unione la motivazione, riscoprire i lati belli dell’essere diade, costruire nuovi percorsi comuni anche di svago, di hobbies, di viaggi e di cose da fare insieme per non sentire mai il peso di tempi morti o poco sfruttati. Lo stesso va operato per gli spazi: quella che avrebbe dovuto essere una cameretta nei progetti potrà diventare una craft room o la stanza degli hobby, la stanza dei giochi una palestra…

Bisogna ricominciare e bisogna ricominciare dal “NOI”.

Me and you, just us two!

Dove quel solo non indica mancanza o deprivazione come nel caso di only (soltanto, solamente…) ma inteso nel suo significato profondo di “esattamente”, “proprio”.

Un just carico di significato e significati, un just per ritrovare e ritrovarsi, un just per programmare e progettare ancora e sempre come un tutt’uno che non si sente manchevole o non abbastanza.

Un tutt’uno che ha rinunciato a un sogno ma non a sognare.

 


Dott.ssa Maria Concetta Carruba

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