Il parto di mamma Micaela.

(immagine tratta da Google)
(immagine tratta da Google)

24.10.2012

L’articolo del mercoledì                                                    

dott.ssa Maria Concetta Carruba

 

Il parto

L’esperienza di Mamma Micaela.

 

Partorire è vivere

intensamente

tutto quello che è possibile vivere.

Annie Leclerc 

 

 

Ho conosciuto Micaela curiosando nel suo blog di mamma in rete.

Abbiamo condiviso opinioni e iniziative e, oggi, Micaela ci racconta, seguendo le direttive del canovaccio, il suo parto o, meglio, i suoi parti.

 

Mamma... quante volte?

3 volte in meno di 4 anni!

 
Quale la prima reazione alla scoperta della/e gravidanze?

Alla prima gravidanza ho provato incredulità, tanto che ho ripetuto il test almeno 2 o 3 volte, proprio perchè non credevo ai miei occhi, non avevo fiducia del test, etc... etc.. 

Alla seconda gravidanza, seppur cercata, non me l'immaginavo così "fulminea", quindi un po' di sconcerto me l'ha creato.

Alla terza ho detto: "Non può essere!"


Il parto... che ricordo hai?


Il primo: parto indotto, sotto effetto dell'ossitocina deliravo dal dolore, ero terrorizzata, avevo una paura di morire tremenda, non immaginavo potessero esistere dolori così forti, continuavo a dire: "Non riuscirò a sopravvivere, sto morendo!"

Il secondo parto: sapevo a cosa stavo andando in contro, ma non sapevo cosa significava partorire una piccola torella di oltre 4Kg, avevo accettato il fatto del dolore, l'avevo elaborato, ero arrivata alla conclusione: che se ne esce vivi, che ce la potevo fare anche io! E così è stato, anche se le conseguenze dell'uscita della bimba mi hanno lasciato strascichi per diverse settimane successive!

Il terzo parto: una vera passeggiata! Veramente! Ringraziando Dio, non ho mai sofferto di travagli lunghissimi, neanche le volte precedenti... so di travagli che durano per giorni e giorni, per me non è mai stato così e ne sono felice, ma il parto di Massimo è stato il più naturale possibile, il più goduto, il più tranquillo, il più veloce, il più sentito sentimentalmente, non so spiegare bene... ma è stato così, l'ho sentito "più naturale" degli altri, forse perchè stavolta non hanno fatto ricorso alla stimolazione, forse ho avuto modo di "abituarmi" al dolore, o forse proprio perchè si trattava del mio terzo parto, non saprei...  ma lo ricordo con estrema lucidità e, oserei dire, piacere!

 

Come lo hai vissuto?  

La prima volta è stata devastante, sia fisicamente e sia psicologicamente. Era tutto così nuovo, l'ignoto spaventa, terrorizza. E poi ci si mettono tutti i racconti allucinanti delle persone che ti circondano che, invece di tranquillizzarti non fanno altro che caricarti di ansie e paure. Ero quasi convinta che la prima bimba non avrebbe mai avuto un fratello ... e meno male che così non è stato.

Puoi fare tutti i corsi pre-parto che vuoi, non sarai mai pronta ad un momento simile.

E puoi fare anche tutti i figli che vuoi, quel momento rimane terrificante, ma appagante e straordinariamente potente!

Un senso di gioia pervade tutto il tuo essere, appena abbracci quel frugoletto che ti sei sentito crescere e muovere dentro per tanto tempo.

Niente è paragonabile a quel momento.

Fosse solo per quell'istante preciso, mi piacerebbe avere mille bambini.

 

Cosa vorresti raccontare di questa esperienza a chi è prossima al parto?

Nulla. Ogni esperienza è esclusiva. Ogni percezione sia del dolore, sia della paura e sia dell'immensa gioia è personale. Ogni storia è speciale e particolare. Non ci sono linee-guida, non ci sono massime da seguire. 

L'unica cosa che mi sento di consigliare, ammesso anche si seguano dei consigli in quei momenti, è di pensare che è garantito che paura e dolore PASSANO nell'istante stesso in cui il bimbo viene alla luce, è come se fosse un interruttore: ON-OFF.

Tutto finisce e c'è solo un'imparagonabile gioia!

 

Tuo marito (o altro membro della famiglia) ha assistito? Quanto è stata significativa la sua presenza?

Mio marito ha assistito a tutti e 3 i parti ed è stato di conforto, più che altro, morale: sapevo che c'era lui e che non ero sola quando l'ostetrica si allontanava e che se avevo bisogno di aiuto, lui correva a cercarla... 

per il resto, per come sono fatta, quando "soffro" tendo a chiudermi a riccio nel mio silenzio e non voglio che mi si tocchi, che mi si parli, che mi si respiri troppo vicino, quindi lui ha rispettato il mio modo di affrontare la cosa e mi ha accompagnato in queste mie avventure come un'ombra, ma con la discrezione ed il rispetto che ci vuole in un momento così delicato e potente!

Anzi, approfitto per dirgli: bravo! (non gliel'avevo ancora mai detto!)

 

Sono felice di aver ospitato Micaela con il suo contributo e di aver dato “un luogo” alla sua esperienza e al suo “ Bravo” dedicato al marito.

Credo sia interessante trovare un luogo di incontro e confronto e soprattutto avere uno spazio dove la nostra esperienza diventa “concreto dono”.

 

Ringrazio moltissimo Micaela per aver aperto le danze di questa iniziativa tutta al femminile…

Chi si unisce alle danze?

Vi aspetto!

 

 

Dott.ssa Maria Concetta Carruba

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