Il parto di Mamma Jessica

(immagine tratta da Google)
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10.04.2013

L’articolo del mercoledì                                                    

dott.ssa Maria Concetta Carruba

 

Il parto di Mamma Jessica

 

 

 

Partorire è vivere

intensamente

tutto quello che è possibile vivere.

Annie Leclerc 

 

 

 

 

 

Sono mamma 2 volte, di Filippo, nato nel 2007 e di Caterina, nata nel 2010.

Entrambe le gravidanze sono state volute, cercate e fortunatamente arrivate subito. La prima reazione è stata quindi di felicità anche se con un po' di sconcerto, della serie: “adesso ci siamo veramente”!

Rispetto ai parti ho due ricordi diversi.

Rispetto al primo ho un ricordo di sofferenza perchè è stato lungo e perchè per la prima volta in vita mia mi sono trovata di fronte alla sofferenza fisica. Sono però stata ripagata da una grande gioia non appena il bimbo mi è stato messo sul petto; lì, come mi ha detto mio marito, ho cambiato faccia.

Del secondo parto ho un ricordo positivo, è stato un parto molto veloce...in auto!!!

Nella notte sono partite le prime contrazioni, alla 40+1, e, dopo aver assicurato il piccolo Filippo alle cure dei nonni, io e mio marito siamo partiti per l'ospedale (per il quale ci vuole un'ora circa). Dopo poco, credo anche per gli scossoni che si prendono in auto, le contrazioni si sono fatte più forti e intense; la corsa verso l'ospedale è aumentata ma successivamente mi si è rotto il sacco e dopo poco ho iniziato a sentire le spinte ma eravamo ancora in superstrada e mancavano numerosi Km a Lecco. Allora mio marito ha chiamato il 118 descrivendo la situazione e chiedendo un intervento tempestivo, nel frattempo le spinte erano diventate ancora più pressanti, sentivo la testa che premeva, ho quindi fatto fermare mio marito ad una piazzola di sosta. Qui ha solo avuto il tempo di scendere dall'auto e venire dalla mia parte che gli ho detto: “togli la giacca e prendi la bambina che esce”...e così è stato, dopo un secondo la nostra piccola Caterina, coi suoi occhioni grandi spalancati e i suoi capelli dritti in piedi, è venuta al mondo nell'intimità dell'auto di papà!!!Subito me la sono messa sul petto, l'abbiamo coperta alla meglio (erano circa le 5 di mattina del mese di aprile e la brezza che arrivava dal lago si faceva sentire) e abbiamo aspettato i soccorsi, arrivati dopo circa 10 minuti, i più lunghi della nostra vita. Il 118 ha fatto tagliare il cordone al papà e poi ci ha trasportate in ospedale. Fortunatamente è andato tutto bene, sia io che la piccola eravamo in buona salute. Non c'è restato che avvisare nonni, parenti e amici, increduli e esterrefatti di fronte a questa grande avventura.

Entrambi i parti li ho vissuti bene anche perché mi hanno permesso di dare alla luce i miei due splendidi bimbi. Sono state delle esperienze forti e sconvolgenti.

Mio marito c'era entrambe le volte, è stato proprio bravo. La prima volta mi è stato vicino (e penso non sia stato facile vedermi soffrire...) anche se il mio riferimento principale era l'ostetrica, soprattutto durante la fase espulsiva. La seconda volta è stato protagonista e indispensabile per la nascita di Caterina. Ha avuto moto “sangue freddo” e tanta lucidità.

La sua presenza è stata importante, sia per me, sia per lui che ha assistito alla gioia e al mistero della vita che nasce.

Io racconto senza problemi le mie esperienze di parto, però dico sempre che ogni parto è a sé, anche per la stessa mamma, ma soprattutto che la reazione di ognuna di noi di fronte alle gioie e ai dolori del parto è differente, non si può quindi generalizzare. Sicuramente non è una passeggiata ma nemmeno una malattia ed è utile pensare a quello che viene dopo: la bellezza di abbracciare il proprio bambino e di crescerlo.

 

 

Grazie mille a Jessica per la sua esperienza così particolare!

Riprendiamo con i contributi sul parto, tanti sono già programmati per le prossime settimane, ma se volete inviate anche il vostro contributo a studioempathos@gmail.com indicando nell'oggetto contributo parto.

Grazie!

 

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